INVENTA IL TUO SPORT
Da discente a docente per un giorno.
Benefici dell’attività del peer to peer teaching
Fossa Elena
“Se tutti avanziamo insieme, il successo arriverà da solo.”
In questo contesto il docente deve diventare il team leader della classe, cioè una figura professionale che guida, motiva e coordina un gruppo di persone verso il raggiungimento di obiettivi specifici, fungendo da punto di riferimento scolastico e non solo. Serve una buona gestione del problem solving e Gestione dei Conflitti, bisognare affrontare le difficoltà e mediare le divergenze, trasformandole in opportunità, sempre supportando i ragazzi. A differenza della flipped classroom (classe capovolta) che è una metodologia didattica che inverte il modello tradizionale, gli studenti studiano la teoria (lezioni, letture) a casa tramite risorse digitali (video, podcast), mentre il tempo in classe è dedicato ad attività pratiche, collaborative, dibattiti e problem-solving, con l'insegnante che funge da facilitatore; nella Reciprocal Teaching" (Insegnamento Reciproco) che serve per indicare una metodologia didattica in cui gli studenti assumono il ruolo di insegnante, spiegando e ponendo domande ai compagni, è l'alunno che insegna ai propri pari o comunque c'è una peer-to-peer teaching (insegnamento tra pari).
Nello specifico se dobbiamo affrontare un’UDA (unità didattica di apprendimento) divido i ragazzi della classe in piccoli gruppi, massimo tre ragazzi per squadra, programmiamo gli interventi attraverso una calendarizzazione delle lezioni dove ogni gruppo dovrà presentare il suo lavoro in una giornata prestabilita, nella quale saranno i compagni a guidare la classe e sostituirsi per un giorno al docente, inoltreessendo un’Uda ci sarà la valutazione finale del compito di realtà che in questo caso sarà singola, sulla base di alcuni criteri di valutazione: chiarezza espositiva, fantasia e originalità del progetto, presentazione alla classe, gestione della classe, parte di riscaldamento ed esercizi propedeutici, gioco/elaborato finale e gestione dei conflitti- fair play. Si potrebbe fare ad esempio l'attività “Inventa il tuo sport” come abbiamo fatto noi quest'anno (mentre negli anni passati per esempio abbiamo fatto l'uda sullo sport di squadra oppure l'uda sugli sport individuali o ancora sui gruppi muscolari) in questo caso specifico volevo raccontare come i ragazzi hanno gestito “Inventa il tuo sport”.
Quali sono i benefici del peer to peer Teaching? Sicuramente i ragazzi si devono mettere nei panni dell'insegnante per un giorno e quindi devono utilizzare molte risorse e molte competenze per poter gestire la classe, molti di loro capiscono quanto sia complicato il ruolo del docente, pertanto, questa lezione fa riflettere i ragazzi in modo costruttivo e soprattutto attraverso l'esperienza diretta.
Inoltre, inventare uno sport non è una richiesta banale, bisogna mettere in campo molta inventiva: innanzitutto perché possa essere chiamato sport o comunque gioco di squadra ci devono essere delle regole, definire un campo o uno spazio delimitato, qual è l'obiettivo del gioco, come si fa a vincere (segnare un punto piuttosto che eliminare i compagni avversari) se ci sono dei falli, delle penalità, delle regole specifiche e tutto questo può essere trasformato a piacimento dagli alunni.
Mi ha piacevolmente colpito vedere che alcuni gruppi hanno davvero usato molta creatività inventando anche dei nomi e addirittura alcuni ragazzi hanno inventato anche il logo come nelle foto allegate. Ovviamente poi nella fase di valutazione si deve tenere conto sia della parte espositiva dei ragazzi che della parte gestionale della classe ma anche soprattutto della creatività dell'entusiasmo e dell’elaborazione dei contenuti.
Questo tipo di proposta può essere adattata sia alla scuola secondaria di primo grado che a quella di secondo grado, ovviamente variando i contenuti le conoscenze e le competenze delle varie proposte.
Tra i vari sport proposti elenco alcuni nomi (solo per citarne alcuni tra i tanti inventati) delle varie Uda dei ragazzi tra cui: il Gradualbasket , il HoolaBall , lo Zumbavolley, la caccia ai codici, il calcio balilla umano, il Quidditchlegs, il percorso memory; mentre altri ragazzi hanno presentato il volley bersaglio, Bandisto, trisBall, Sky Flick, volleyrush, teamball, scacco matto, palla magnetica, rimbalzo strategico, Ultimate disc3...
Un'altra differenza che è stata rilevante, per esempio, tra i vari gruppi di progetto, è che, mentre le classi dell'indirizzo sociosanitario hanno puntato su giochi più ludici, ricreativi, più adattabili anche ad alunni con disagi psicofisici ma soprattutto hanno dato molta importanza alla sfera emotiva e al Fair play, le classi dell'indirizzo liceo scientifico a curvatura sportiva hanno puntato , in compenso, molto sulla performance, sull'azione di gioco, su alcune regole anche più complesse e su giochi dove prevale più l'aspetto motorio (esempio la velocità e la coordinazione oculo manuale piuttosto che lo spirito di competizione sportiva).
Tra questi giochi, uno che vi propongo e mi è piaciuto molto è il Quidditchlegs. I ragazzi si dividono in due squadre, ovviamente non sono a cavallo di una scopa come nel Quidditch di Harry Potter, ma corrono,ci sono però alcune similitudini: vengono appesi dei cerchi alle porte o ai canestri, ogni cerchio ha un colore diverso e i ragazzi devono fare goal con la palla dentro al cerchio sospeso; in base all'altezza e al colore del cerchio può cambiare il punteggio, per esempio, il cerchio giallo che è più in alto vale due, il cerchio rosso che è più in basso vale uno. I ragazzi si dividono in difensori e attaccanti, solo gli attaccanti possono colpire all'interno dei cerchi mentre i difensori devono stare nella zona di difesa delimitata da delle righe nel campo, è vietato il contatto fisico quindi i ragazzi possono intercettare la palla ma hanno un massimo di tre passi e come nel basket possono correre palleggiando ma una volta fermi hanno un massimo di tre passi poi devono passare la palla ad un compagno facendo piede perno. All'interno del gioco ci sarà una palla speciale la Pluffa, che è una palla più grande di spugna che viene introdotta dall'arbitro, quando questa palla viene lanciata in campo i giocatori devono provare a segnare e hanno due minuti di tempo, in questo caso il punteggio del cerchio viene raddoppiato. Se entro due minuti non viene segnato goal la palla viene ritirata dal campo e si continua a giocare come prima. Tra le altre regole speciali, sempre l'arbitro ad un certo punto quando vuole, può lanciare all'interno del campo il boccino d'oro (in ogni squadra viene scelto un cercatore che fino a quel momento avrà giocato normalmente come tutti gli altri) nel momento in cui viene introdotto il boccino d'oro saranno i due giocatori Cercatori a contendersi il boccino e a dover segnare all'interno dei cerchi: ovviamente il boccino d'oro avrà un punteggio maggiore perché ha un valore molto più alto rispetto a tutte le altre palle e sarà una palla molto piccola difficile anche da prendere. Ovviamente all'interno di ogni gioco che viene proposto si possono inserire una varietà di regole diverse, per esempio, si può scegliere un giocatore jolly che ad un certo punto durante la partita urla una regola magica: si gioca saltando solo su un piede! E per tre minuti tutti i giocatori possono giocare usando solo un piede oppure altra regola magica i ragazzi possono giocare solo gattonando e tutti devono gattonare, oppure strisciando, oppure solo con la mano destra. La cosa bella è che in questi giochi si può utilizzare tanta fantasia e si può uscire dagli schemi tradizionali, la cosa difficile è la gestione della classe magari in quelle classi più agitate dove si fa fatica a far rispettare le regole base del FairPlay.
A maggior ragione nelle classi dove la gestione del comportamento è più difficoltosa proprio queste attività possono far emergere alcune criticità e aiutare nella risoluzione di alcuni conflitti.
Un altro gioco molto bello che è stato proposto è il percorso memory dove alcune ragazze hanno creato delle carte: in una carta c'era il nome dello sport e nell'altra carta c'erano disegnati tutti gli sport presenti. A questo punto i ragazzi delle due squadre dovevano correre e svolgere un percorso molto breve, dopo aver superato alcuni ostacoli andavano a girare due carte di quelle presenti sul pavimento, se ovviamente le carte erano giuste potevano continuare a girare altre carte altrimenti il giocatore della squadra avversaria doveva partire a fare il percorso ad ostacoli e poi andare a girare le carte, mentre i compagni della squadra potevano assistere i compagni, intorno al cerchio delimitato con all'interno le carte e suggerire le risposte qualora i propri giocatori avessero problemi di memoria.
Tra le varie attività c'è stato il calcio balilla umano e anche lo scacco matto ovvero il gioco degli scacchi, con le persone reali e ogni giocatore aveva un ruolo: chi il cavallo, chi faceva l'alfiere, la regina e il re e con delle regole molto precise.
Qualcuno ha bendato i compagni e ha proposto dei percorsi senza l'utilizzo della vista oppure dell'udito, mentre altri ragazzi hanno inventato dei giochi dove si modificava il campo durante la partita, andandofisicamente a modificare con dei cinesini o segna campo il tipo di spazio in cui dovevano muoversi e così via.
Quando si potrebbe pensare che noi stiamo facendo lavorare loro al posto nostro invece dovremmo capire che stiamo dando loro l'opportunità di mettersi in gioco e soprattutto, è nel momento in cui ci facciamo da parte noi che emerge la loro personalità non più da meri esecutori ma da personaggi attivi di una storia.
Il ruolo del docente oggi è complesso:
non solo trasmettere conoscenze, ma essere un faro in un mondo in cambiamento, promuovendo pensiero critico, inclusione e sviluppo integrale dello studente, creando relazioni autentiche basate su ascolto, empatia e costruzione di una comunità d'apprendimento. Richiede professionalità, aggiornamento costante e consapevolezza etica, trasformando l'aula in un laboratorio di ricerca e crescita personale.








