La postura a scuola
"Rispetta il tuo corpo quando ti chiede una pausa. Rispetta la tua mente quando cerca riposo, se non ti fermi tu, il tuo corpo troverà un modo per fermarti."
Ecco un argomento che mi sta molto a cuore, la postura. E ciò che ne consegue.
Dopo anni di corsi di ginnastica posturale e pilates, corsi sulla traumatologia della danza e la postura nell’AFA (attività fisica adattata nell’anziano) mi domando perché nella scuola la postura spesso sia sottovalutata. Come docente di scienze motorie ogni giorno vedo ragazzi che hanno difetti posturali (paramorfismi e dismorfismi), e che avrebbero bisogno di correggere la loro postura prima che possa istaurarsi un vizio posturale cronico che nel tempo può solo degenerare. Dovremmo iniziare a parlare di postura nelle scuole, già nella tenera età e in modo più specifico durante l’adolescenza e la prevenzione dovrebbe avvenire proprio nelle palestre, attraverso l’informazione in primis e la correzione qualora fosse possibile.
Sappiamo bene che il corpo parla costantemente attraverso gesti, posture e tensioni, rivelando emozioni e verità che la mente spesso tenta di nascondere. È uno specchio dell'anima, un diario fisico che registra la nostra storia, le nostre gioie e le nostre paure, comunicando più intensamente delle parole stesse.
Il concetto di "postura docet" (la postura insegna) nel contesto della salute fisica e della fisioterapia sottolinea l'importanza di analizzare la posizione e la rigidità del corpo, spesso evidenziando come la vera causa di un dolore, non sia dove questo si manifesta, ma ci sia a volte un disagio più profondo spesso interiore.
Inoltre, il mal di schiena nei giovani è sempre più diffuso, spesso causato da cattiva postura, zaini pesanti, sedentarietà o eccessivo carico sportivo. Colpisce circa 1 adolescente su 5, rendendo cruciale intervenire con attività fisica, correzione delle abitudini e, se persistente, una visita specialistica mirata.
L'uso eccessivo della tecnologia che è in aumento costante e sempre più presente purtroppo nelle nostre vite (smartphone, tablet, PC) causa il «tech neck», un dolore cervicale e dorsale derivante da posture scorrette. L'abitudine di guardare in basso verso i dispositivi sposta il baricentro e affatica i muscoli, aumentando il mal di schiena anche tra i giovani. Inoltre, sappiamo che l’uso dei dispositivi prolungato causa problemi alla vista di affaticamento, alla zona dorsale e problemi sempre più evidenti di dipendenze, chiusura ed isolamento sociale.
Tra le varie patologie del rachide, tra i giovani, in aumento troviamo: la scoliosi, la lombalgia, la cifosi, la cervicalgia, ernie e protrusioni del disco e la spondilolistesi.
La spondilolistesi, nello specifico, è lo scivolamento, in avanti (anterolistesi) o indietro (retrolistesi), di una vertebra rispetto a quella sottostante. Questa instabilità vertebrale colpisce soprattutto la zona lombare (L4-L5, L5-S1), causando spesso lombalgia cronica, dolore irradiato alle gambe (sciatalgia) e, nei casi gravi, compressione nervosa. Questa patologia, in parte congenita, in parte legata ad eventi traumatici e sportivi, era una patologia che colpiva prevalentemente atleti professionisti ed agonisti molto giovani. Oggi si riscontra che un numero sempre maggiore di ragazzi sedentari abbiano problematiche simili se non peggiori causate dalla scarsa attività fisica, dall’ipotonia e la mancanza di movimento funzionale.
A scuola si potrebbero eseguire dei semplici test posturali come il test di flessione in avanti del busto e i triangoli della taglia, oltre alla valutazione visiva anche per il ginocchio valgo o varo, il piede piatto o cavo e altri semplici test di screening.
Qualora fosse indicato il docente può indirizzare il suo alunno a svolgere test posturali specifici come valutazioni statiche e dinamiche, eseguite da specialisti (fisioterapisti, osteopati, ortopedici), che analizzino l'equilibrio, i disallineamenti e la tensione muscolare per correggere disfunzioni e ridurre dolori. Utilizzando l'osservazione visiva, test fisici (come il test di Romberg) e strumenti avanzati (pedana baropodometrica, Formetric 3D) per un'analisi globale.
Ricordiamoci sempre che ogni sintomo è un messaggio, la Metamedicina ci insegna che prendere un farmaco per il dolore non risolverà il problema anzi lo terrà silente, e non ascoltare il dolore non è mai la scelta giusta. Bisogna analizzare la causa se si vuole guarire e limitare i farmaci. A tal proposito cito la situazione di una persona sportiva (che possa essere di speranza per chi fosse nella sua situazione), che si è sentita ripetere negli anni che l’intervento alla schiena era l’unica opzione, che non si sarebbe più mossa e che avrebbe supplicato di farsi operare, questo valeva sia per la schiena, che per il cuore (ablazione per aritmie). Risultato con costanza impegno quotidiano studio e perseveranza, non solo gli interventi non sono stati necessari ma nemmeno i farmaci. Questo discorso non vuole demonizzare la medicina, anzi, ma capire che prima di tutto bisogna ascoltare il proprio corpo e se possibile preferire sempre delle terapie conservative.
E allora ben venga lo sport, ben venga il movimento, la fatica e il sudore.
"Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere".
Elena
Nessun commento:
Posta un commento
"Si rispetta sempre l'opinione altrui.."
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.